Raccontini surreali ed educativi
LINEE - di Karl Asinof (il gallego)

Linee

Un ronzio fastidioso disturbava la colazione del tenente.
Immergeva il pane tostato nel brodo di naftalina e pensava a casa e ai suoi piccoli piaceri. Un grammofono, un giardino con fiori dai vivaci colori, un libro e Shiva, la sua piccola schiava amica.

- I motori ad elio si surriscaldano facilmente quando si arriva dall'interspazio.

Brancauser non la smetteva di parlare e Pars non sapeva se la fonte di disturbo peggiore fossero i motori o l'ingegnere motorista.

Come sempre dopo un lungo viaggio intergalattico, Pars si sentiva ancora magnetizzato. Era come se il suo sangue si fosse trasformato in bollicine di champagne. Questa sensazione, non spiacevole, dopo 14 ore spariva e rimaneva un sottile mal di testa che durava un giorno intero.

Finita la colazione, socchiuse gli occhi, cercando di concentrarsi sulla piccola Shiva.Troppo rumore, troppo distante! Su un pianeta del czz abitato da sottosviluppati.

Pars ricordò il suo primo viaggio sul pianeta Terra. Atterrarono vicino ad un grande fiume che i nativi chiamavano Nilo. Per loro costruirono un osservatorio piramidale "modello standard, classe1" e gli umani cosa fecero? Vi seppellirono uno di loro ricoperto di bende!

Tempo sprecato, quindi. Ma un militare deve obbedire senza farsi troppe domande.

- Amico, vieni con me a bere un goccio.

Azulejos mi guarda e sorride, conoscendo in anticipo la mia risposta.

- Azu, non rompere il czz, stupido robot, servo della gleba e figlio di una valvola termoionica.

Ora guardo fuori dall'oblò vedendo solo deserto. Non acqua, vegetazione o animali. Solo sabbia. Inutile e stupida sabbia!

Fra cinque minuti io e Azulejos scenderemo su quella piatta superficie e raccoglieremo dei campioni da inviare in uno sperduto laboratorio su una luna periferica di Orione.

Trecento anni spesi a prelevare campioni!

Segnale rosso, si parte! Come una foglia di ginkgo, la navicella plana sulla superficie terrestre.

Dopo ore di duro lavoro il sole è ormai basso sull'orizzonte. Ci annoiamo terribilmente!

- Passami il raggio gravitazionale.

Oggi, per passare il tempo, non costruisco muri, né allineo pietre. Oggi traccio linee, come quando ero piccolo e i miei genitori mi portavano sulla spiaggia di Bethalgaulseer.

Sul contenitore scrivo: Lattea/Sole/Terra/Nazca.

- Azu, dimmi che è l'ultima volta che vengo su questo pianeta!

L'astronave si alza lasciando la caratteristica scia ad arcobaleno dei bosoni di elio.

Nella fredda luce del magazzino, osservo sullo scaffale i contenitori:
"Lattea /Sole/Terra/ Karnak". "Lattea/Sole/Terra/ Stonhenge". "Lattea/Sole/Terra/Locmariaquer"...

Che palle! Spengo la luce e colpisco con una pedata il culo di Azu, il mio amico.

 

 

 

 



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